PERSONALIZZARE LA MOTIVAZIONE

 

Facile è cadere nella tentazione di pensare che ciò che motiva noi stessi all’azione può con certezza motivare anche gli altri, e spesso in questo tranello ci cascano proprio le persone che, della motivazione dei collaboratori, ne fanno il proprio mestiere!

Siamo tutti uguali? Agiamo e reagiamo tutti allo stesso modo?

Ancora più nel dettaglio : anche se facciamo le stesse cose, le facciamo con la stessa motivazione?

 

Un esempio, quattro persone:

 

 

Il “pensatore” che ama stare bene con se stesso.

Il “dinamico” che cerca il confronto con gli altri.

Il “compagnone” che ama circondarsi di gente.

Il “riflessivo” che ha cura del proprio benessere interiore.

 

Il medesimo sport : LA PESCA

 

Il “pensatore” troverà nella pesca un attimo di distacco dal mondo, di silenzio, un momento di pura riflessione per “pensare”. Spesso cercherà luoghi impervi e sperduti pur di essere l’unico pescatore in tutta la zona, in modo da non essere disturbato nel proprio momento di relax.

 

Il “dinamico” parteciperà a tutte le gare e competizioni spinto dal desiderio di essere il più bravo pescatore della zona, quello che ha preso il pesce più grande, che ha vinto il premio più interessante. Spinto dal desiderio di confronto cercherà laghetti e fiumi frequentati da bravi pescatori, con cui valga la pena competere.

 

Il “compagnone” frequenterà gare e competizioni ma non per vincere, bensì per godere della compagnia di persone mentalmente affini, per condividere una passione o semplicemente per divertirsi in compagnia. Cercherà di creare momenti di aggregazione anche al di fuori della pesca, puntando sulle affinità del gruppo e sulla voglia di raccontare le proprie avventure.

 

Il “riflessivo” scapperà dal grigiore del mondo per prendersi cura di se, dare ordine alle proprie emozioni e influenzarle attraverso le bellezze della natura. Andrà alla ricerca della bellezza dei paesaggi dove pescare, guarderà con ammirazione i colori del pesce pescato e lo libererà con attenzione e cura subito dopo averlo catturato.

 

Siamo in grado di riconoscere motivazioni diverse dalle nostre?

Siamo capaci di accettarle?

 

Soprattutto… siamo in grado di sollecitarle in relazione al nostro interlocutore?